Benvenuto nel sito di Alessio Costanzi

Ciao a tutti,

sono Alessio Costanzi, un programmatore web in html e php con database mysql, flash e photoshop per la parte grafica.

Nato a Roma nel Luglio del 1978, ho maturato esperienze che spaziano dalla progettazione software e relative base dati alla realizzazione grafica ed impaginazione di pagine web complesse.

Ho esperienza nell’ambito del Search Engine Optimization e nel Search Engine Marketing, e metto a frutto i miei studi nella creazione di pagine web che sfruttano DIV, CSS e Stylesheet ottimizzati per ogni browser, dai contenuti ottimizzati e coerenti alle keywords. In questo ambito creo e gestisco esperimenti su più varianti delle stesse pagine mediante i strumenti che Google mette a disposizione ed imposto campagne pay per click gestendo obbiettivi e conversioni integrate tra Google Adwords e Google Analitycs.

Sono il realizzatore di GE.CO., software gestionale rilasciato sotto licenza Open Source in php-mysql, registrato su Source Forge e su Fresh Meat dal 2003. Suddetto software è stato oggetto di una intervista su Linux Magazine Lug/Ago 2004.

Svolgo la mia attività lavorativa dal 1997 ed in questi anni ho realizzato molti lavori curandone personalmente ogni dettaglio di programmazione e grafico, gestendo il cliente dal preventivo alla consegna del prodotto.

SEO: 9 cose che i clienti devono sapere

In alcuni casi, spiegare al cliente in cosa consiste l’attività di SEO non è particolarmente semplice. Vediamo quindi nove possibili aspetti problematici nelle relazioni tra cliente e agenzia/professionista SEO.

La SEO come un interruttore

L’attività SEO è diversa dal keyword advertising su AdWords. Non è che avendo iniziato a ricercare le keyword opportune ed ottimizzato le pagine, dopo pochi giorni il sito inizia a guadagnare posizionamenti ed arriva in prima pagina su Google. E’ necessario un lungo lavoro di analisi, di test, di miglioramenti continui e di ottimizzazioni sia sul sito che all’esterno. E’ quindi necessario informare al meglio il cliente su tali aspetti, onde evitare delusioni e incomprensioni.

Il sito va modificato e ottimizzato

Per svolgere al meglio l’attività SEO è (quasi) sempre necessario effettuare degli interventi di modifica al sito. In alcuni casi la situazione di partenza è talmente disastrosa che non avrebbe nemmeno senso iniziare senza prima rivedere interamente la struttura del sito stesso. E’ fondamentale però chiarire e specificare sin dal principio chi dovrà effettuare tali modifiche: l’agenzia SEO, il cliente o la web agency che ha realizzato il sito. Non è infatti rara la situazione in cui il professionista SEO invia al cliente la lista degli interventi da effettuare e scoprire alcuni mesi dopo che nessuno ha ancora mosso un dito per cambiare una sola linea di codice.

Le parole chiave devono essere presenti sulla pagina

Avrete sicuramente raccolto dai vostri clienti la richiesta di essere posizionati per alcune keyword che non sono minimamente presenti sul loro sito, o magari anche per parole chiave relative ad attività che loro nemmeno svolgono. E’ necessario spiegare che, in molti casi, è già difficile posizionarsi in prima pagina per le parole chiave che sono presenti sulle pagine; figuriamoci quanto può essere difficile migliorare il posizionamento per dei termini che Google non riesce nemmeno a trovare analizzando tutto il sito.

Se vuoi sfruttare la Local Search devi essere in quel posto

Se il cliente vuole apparire ai primi posti nelle ricerche locali relative a qualsiasi città, è indispensabile spiegarli che Google non la pensa allo stesso modo. Se è richiesta la verifica tramite il Local Business Center ci sarà pure un motivo. Del resto non avrebbe molto senso apparire in prima posizione quando uno cerca “pizzerie a venezia” se la pizzeria del cliente è a Livorno.

I link non sono tutti uguali e non si comprano in pacchi da 100

Acquisire gratuitamente o comprare una buona quantità di link non è un’impresa impossibile. Quello però che conta non è la loro quantità, ma la loro qualità e rilevanza. E’ necessario spiegare al cliente che non basta inserire link a casaccio nei forum, nei commenti dei blog o in altri luoghi ameni per scalare le posizioni sulle SERP di Google. E’ fondamentale innanzitutto avere un ottimo prodotto/servizio e produrre dei buoni contenuti, fare in modo di farli conoscere e far si che la gente ne parli (e ne scriva soprattutto). Se però l’azienda dispone di un prodotto che poco si presta ad essere recensito, l’attività di link building può non essere semplice ed occorre farlo presente subito.

Le parole chiave preferite dal cliente potrebbero non essere le migliori

Alcuni clienti sono innamorati di una particolare keyword. Non vogliono sentire ragioni. Vogliono essere al primo posto su Google quando una persona cerca quel termine. Poco importa se magari quella keyword è effettivamente poco utilizzata oppure è talmente generica che presenta un tasso di conversione ridicolo.

In numerose situazioni è sicuramente meglio focalizzarsi su keyword più specifiche che possono garantire dei risultati in termini di vendite e dimenticare le keyword favorite dal cliente se non sono supportate da alcun dato.

Essere al primo posto su Google non vuol dire vendere di più

Immaginate di essere riusciti a portare il sito del cliente in prima posizioni di Google per una serie di parole chiave. Lui però non è soddisfatto perché le vendite non sono aumentate di conseguenza. Va chiarito che non esiste una correlazione diretta tra posizionamento su Google e fatturato se non si prendono in considerazione anche altri fattori.

Se il prodotto/servizio del cliente è soggetto a stagionalità, se le landing page sono realizzate in modo da evitare come la peste le conversioni, se il sito vanta un basso tasso di clickthrough sulle SERP (gli utenti cliccano poco sui risultati) o se il sito soffre di problemi di usabilità, la prima posizione di Google da sola non può fare miracoli.

Voglio stare davanti a …

Ipotizziamo che il cliente sia l’ultimo arrivato nel settore ma vuole competere con le grandi aziende e stare davanti a loro sulle pagine dei risultati di Google. Tutto questo potrebbe essere possibile facendo un’ottima attività SEO, a patto che il cliente sia disposto ad investire tempo e risorse. Se infatti il cliente ha un sito composto da 5 pagine statiche povere di contenuto e la concorrenza dispone di un sito molto completo, corredato magari da un forum o da un blog, opera sui social media ed è molto attiva sia online che offline; la sfida sarà sicuramente molto ardua e difficile da vincere.

Il cliente deve rendersi conto che è necessario almeno intervenire sul sito, renderlo migliore rispetto a quello della concorrenza. E’ poi necessario fare in modo che le persone parlino dell’azienda e dei suoi prodotti. In alcuni casi infatti, ci sono aziende così popolari che ottengono ogni giorno e senza sforzo nuovi link rilevanti e numerosi contenuti generati dagli utenti relativi ai loro prodotti. Confrontarsi con realtà del genere è sicuramente molto ostico e il cliente deve essere informato in merito alle difficoltà della sfida.

Voglio un PageRank elevato

Guardare solo al PageRank come fosse un obiettivo da raggiungere non ha molto senso. Esso poi non è un valore statico, ma cambia continuamente nel tempo. Quello che è visibile attraverso la toolbar di Google non è il PageRank effettivo, ma un valore che viene aggiornato ogni 3 o 4 mesi. Il PageRank inoltre non dipende solo dalla qualità del proprio sito e dal numero di link in entrata ma anche dall’andamento del Web nel suo insieme, da come si comportano altri siti e da come evolvono i link tra di loro. E’ bene poi ricordare che variazioni del PageRank non corrispondono necessariamente a modifiche del ranking di un sito sulle SERP.

La figura del “Software Developer”

Il “software developer” deve essere costantemente aggiornato su metodi, strumenti e standard informatici, sapendo identificare i vantaggi e gli svantaggi di ciascuno di essi. Deve saper realizzare strumenti informatici conformi alle necessità delle imprese per cui lavora, che siano efficienti, sicuri, economici.

Questo tipo di programmatore cura l’intero ciclo di vita dello sviluppo del software, dall’analisi al design, dalla costruzione al test di efficienza, dall’implementazione alla migrazione e manutenzione nel tempo. Usa con sicurezza i database e ne valuta configurazioni alternative, sa affrontare e risolvere problemi complessi e situazioni di emergenza.

Sono armi vincenti il pensiero analitico e l’attenzione per i dettagli, nonché la capacità di progettare soluzioni flessibili. Oggi un programmatore non solo crea applicazioni, ma compone delle vere soluzioni di business, mettendo insieme modellazione di strutture, programmazione e servizio al management aziendale.

Organizzare, pianificare, personalizzare e ideare le giuste intuizioni legate al risultato in termini di servizio erogato sono le nuove competenze richieste al “software developer”: sono skills indispensabili, richieste soprattutto dalle grandi imprese o dalle aziende partner, che ne distribuiscono le soluzioni sul territorio.

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